

Armando Sichenze, INTERNITÀ. Architettura Energia Psiche, a cura di Ferretti, Gariglio, Macaione, sesto libro della Collana Tracce di benessere ricombinate… (tbr), ideata e diretta da Daniela Gariglio e illustrata da Albertina Bollati, Araba Fenice, 2026.
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Internità, come rievocato nella Prefazione “Un iniziale tentativo di collaborazione psicoanalisi-architettura resiliente: a proposito del vuoto creatore-creativo” (Gariglio, pp. 9-30), prende forma da un avvio di riflessione sul potenziale resiliente in psicoanalisi e architettura, in quanto comune possibilità sinergica di compendiare passato presente e futuro attraverso esperienze di trasformazione che hanno reso possibile “rientri di vita”[1].
L’Autore, commemorato nella toccante Premessa di Ina Macaione (pp. 33-38), come “cercatore di bellezza e amore”, nei suoi tre capitoli (pp. 59-222), ricchi di materiale illustrato e note bibliografiche (pp. 223-254), ci ha trasmesso una specifica Visione ed Essenza dell’Architettura, protagonista di Vita e Professione, ben colta ed esplicitata da Albertina Bollati (pp. 31-32), nell’ideazione dell’Illustrazione di copertina: “Architettando il presente col passato: […] Se lo spazio è quel vuoto in cui tanti esseri viventi (uomini, piante, animali) hanno lasciato tracce…[…] si può pensare, scrive Bollati, ad una forma architettonica dai limiti solidamente costruiti che rispetta il passato […] e che partecipa, con l’Energia vivente che la permea, al perpetuo rinascere di benessere e creatività di nuovi individui in armonia con una Natura amica. E qui ben s’innesta il lavoro di Armando Sichenze ad arricchire di nuovi spunti questa collana…”.
Dopo la morte improvvisa del Prof. Sichenze[2] (26 novembre 2020) e l’imprescindibile tempo del lutto, il libro, ripreso e curato per la pubblicazione, è stato arricchito da un’Introduzione (pp. 39-57) di Dora Ferretti che, con sensibilità di professionista e ancora appassionata studiosa, si interfaccia affettivamente anche con qualche termine ricorrente dell’Autore: “[…] Armando invita il lettore a captare l’Energia vivente e ad inserirsi in essa perché accomuna tutti nella Grande Ricchezza a cui ognuno può attingere…” e una didatticamente illuminante e affettiva Postfazione (pp. 255-267) di Maria Itala Insetti che, alla fine, ben ne coglie il desiderio di fondo: “[…] Le progettazioni di Sichenze, case, brani di città, oggetti, sono sempre il risultato della mente dell’architetto che manifesta una volontà di ri-generazione […] quando si riesce a portare la grandezza della Vita nel piccolo di uno spazio […] con una particolare attenzione dedicata alle ricerche degli elementi ri-generativi nascosti…”. Protagonista, colgo dallo scritto, è “la relazione…”, da tanti punti di vista. Sichenze, per Insetti, ci lascia “un tesoro a disposizione […]. Un giacimento di ri-generazione e bellezza da portare a valore nelle realtà esistenti… “.
Dunque, elementi comuni all’eredità benefica del potenziale resiliente (cf. Prefazione DG) che, tante volte, ho visto slatentizzarsi dal nostro lavoro psicoanalitico (micropsicoanalitico con la focalizzazione del microdettaglio), in merito a certa rigidità psicobiologica allentata durante il lavoro di seduta e mi fa allora piacere pensare si possa riprendere l’osservazione del parallelismo in Psicoanalisi ed Architettura, nei confronti della resilienza.
Tornando a Internità, come in precedenti pubblicazioni di questa Collana che ha dato parola a coralità di voci, anche nel libro in oggetto si sono alla fine aggiunti (pp. 269-287) dei Commenti. Il lettore troverà testimonianze del modus operandi di Sichenze, come architetto professionista e come Docente, a partire da Gaetano Dentamaro che, descrivendo la realizzazione della propria abitazione, mostra come Sichenze ne abbia egregiamente implementata la sua visione architettonica, nella situazione frenetica (“gira come trottola”) di un odierno “responsabile di alcune strutture ospedaliere tra Matera […]” che, in casa, “gode della luce” e di spazi interni ed esterni “ben articolati”: “[…] L’internità particolarissima di questa nostra casa […], senza confini rigidi e assoluti […]. Una casa aperta alla vita circostante, esploratrice curiosa degli spazi esterni e che, nel contempo, vuole mostrarsi al mondo e architetture circostanti…”.
Anche Caterina Di Maio ci rimanda, affettuosamente e da esperta di Geotecnica, visione e realizzazione di ripristino architettonico, narrandone la realizzazione di: “[…] spazi aperti e luminosi, continuità visiva e funzionale fra interno […] caratteristiche irrinunciabili dell’ […] abitazione […] genio creativo di Armando ed Ina…” cui fa da controcanto, affettuoso e professionale (cui rimando), Ninì Zagaria di cui condivido solo la grande considerazione, ancora nei confronti della coppia: “[…]entrare nelle abitazioni curate da Armando ed Ina […] è come entrare in opere d’arte.”.
Vi si affiancano due Commenti di professionisti di anima (psiche) e filosofia, Gerolamo Sirena: “[…] ed ecco allora come lo spazio architettonico si incarni nell’esperienza soggettiva: […], che a partire dalla dimensione pulsionale del soggetto possono “ricombinarsi” (come suggerisce Daniela Gariglio) in un “progetto” in grado di articolare desideri, angosce e fantasie…” e di String Theory, Carlo Maccaferri che, inserendosi nell’interesse in merito al vuoto, proprio di Sichenze, ci conferma “Il vuoto in Fisica come scenario ribollente di potenzialità”. Ciò che ben incontra il pensiero micropsicoanalitico, soprattutto di quello che si è interessato al potenziale insito nel materiale latente resiliente, slatentizzabile con un lavoro apposito.
Chiude i Commenti Caterina Pentasuglia che, con la “speciale sensibilità” (Macaione), propria dell’ “operatore sociale”, ci rimanda un Sichenze che “amava la vita e l’umanità, e credeva profondamente nella capacità di “resilienza…”.
Dunque, il libro si chiude, riprendendo la sintonizzazione con la resilienza in quanto possibilità di incontro fra discipline diverse, se vogliamo, anima di questo libro che ha prodotto una comune “aspirazione di coralità”: “[…] Singolare, conclude Pentasuglia, per i non addetti ai lavori, il connubio architettura-psicoanalisi, in un ambito non puramente terapeutico. Aver intercettato la dottoressa Gariglio, psicoanalista, ideatrice e curatrice della collana Tracce di benessere ricombinate ..., credo che per Armando sia stato non una casualità ma una predestinazione…”. Personalmente, me lo rappresento e spiego come caso relativo.
Oggi, questo incrocio affettivo di singole voci, sparse in specifici tocchi multidisciplinari, questo nostro lunghissimo lavoro, sto dicendo, giostratosi tra vita e morte con il suo successivo doloroso, lento ma infine beneamato rientro di vita, lo sento come una ulteriore concreta testimonianza di un lascito di nuova eredità, corposo tentativo (Fanti, 1984, pp. 53-60, “realtà sperimentale”[3] che continua ad affascinarmi) professionale ed umanitario di cui mi sto da qualche tempo interessando, scrivendone e portandone già qualche riscontro in Convegni[4].
Daniela Gariglio
NOTE:
[1] Cf. Gariglio, “La trasformazione dell’Immagine, in Micropsicoanalisi: verso un rientro di vita”, in Convegno XXVI Ed. delle Giornate di formazione micropsicoanalitica, SEPARAZIONE, PERDITA E RESILIENZA, 14-15 novembre 2025. Capo d’Orlando. Evento organizzato dall’IIM in collaborazione con Centro Internazionale di Filosofia della Complessità Edgar Morin, Sezione locale della Scuola Superiore della Magistratura, Ordine degli Avvocati di Patti e l’Ordine dei Medici della Provincia di Messina (https://www.
[2] Armando Sichenze (1946-2020) Professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana, fondatore e Preside della facoltà di Architettura dell’Università della Basilicata a Matera.
[3] Rimandando il lettore interessato alla lettura integrale della spiegazione di questa nozione micropsicoanalitica, ne condivido solo la parte finale dello scritto (pp. 59-60): “In conclusione, ne scrive Silvio Fanti nel suo Dizionario di psicoanalisi e di micropsicoanalisi (in Collana di micropsicoanalisi diretta da Nicola Peluffo, Borla, 1984): frutto del caso e con il vuoto per culla, il tentativo è l’antipregiudizio. Esso svuota di valore ogni finalità e connotazione idealistica, materialistica, morale o amorale. Sostenere che gli oggetti-meta co-pulsionali o le forze cellulari abbiano un rigoroso determinismo e che i tentativi umani siano fatti con conoscenza di causa, significa mantenere la follia dell’uomo che si esaurisce nel voler eternizzare l’effimero tentativo che lui stesso è, dovesse pure arrivare a viverne per centinaia di anni.”. Nel nostro sito https://www.micropsicoanalisi.it/micropsicoanalisi/, la presentazione di questa nozione recita: “ […] Sintomi, vicende personali e familiari, serie oniriche, ogni accadimento della vita psichica può essere interpretato come un tentativo messo in moto dall’Es per risolvere una situazione di aumento della tensione, analogamente agli accadimenti somatici, come le malattie. […] “Il significato profondo del modello micropsicoanalitico si può riassumere nella accettazione della relatività del fenomeno che chiamiamo vita”. Per la sottoscritta, “nell’ottica della creatività, il tentativo diventa un ottimo prosièguo nella vita quotidiana, della messa in atto, previo adattamento al principio di realtà, del desiderio portato a galla. Si passa dunque dalla psicopatologia alla vita reale, ottimo riferimento che dà conto di un’analisi finita bene” (Cf. Gariglio, https://www.micropsicoanalisi.it/creativita-in-micropsicoanalisi-e-nuova-eredita/ ). A dire, con semplicità, che il tentativo messo in moto può rivelarsi soddisfacente o meno; nel primo caso, ne godiamo, nel secondo, relativizziamo, aspettando serenamente la materializzazione di un nuovo tentativo.
[4] Cf. Gariglio, 1. “Creatività in micropsicoanalisi e nuova eredità,” 5 dicembre 2025, in sito IIM, https://www.micropsicoanalisi.it/creativita-in-micropsicoanalisi-e-nuova-eredita/ e 2. “La seduta lunga in micropsicoanalisi come tentativo di congruità psicobiologica”, 15 febbraio 2026 in L’incontro del corpo e della mente: psicoanalisi, neuroscienze e filosofia in dialogo (OPIFER/IIM, https://www.micropsicoanalisi.it/lincontro-del-corpo-e-della-mente-psicoanalisi-neuroscienze-e-filosofia-in-dialogo/).